Flora.
A dispetto della scarsezza d’acqua, il Deserto di Platé non è così desertico! Le piante hanno sviluppato nel tempo una capacità incredibile di adattarsi agli ambienti più inospitali, così arrivando a Platé si scoprono vaste distese verdi , con un contrasto accentuato dai colori dei fiori.
La ricchezza floristica è senza dubbio dovuta alla presenza di numerosi micro-ambienti distinti. Le praterie alpine, le combe innevate, le zone umide, le creste ventilate, le frane, le falesie, i bordi di neve… hanno tutti determinato la formazione di ecosistemi particolari con una flora adattata ben specifica. Ecco quindi la fragile ibiridella alpina riuscire a farsi spazio fra i sassi.
Le rocce arenarie delle parti più elevate del Deserto, inoltre, sono responsabili di un notevole apporto siliceo, che ha permesso l’installazione di specie come il rododendro. Al principio dell’estate è un vero piacere imbattersi in un cespuglio di rododendro in piena fioritura rosa.
Ma per gli alberi resta pur sempre un ambiente troppo inospitale. Alcuni salici indomiti tentano la colonizzazione rifugiandosi nei crepacci di roccia e li si possono notare fare capolino da lontano. Altri hanno abbandonato il tentativo di elevarsi e hanno adottato la tecnica di strisciare aggrappati alla roccia, come il salix reticulato.
Nei dintorni delle baite, invece, si è sviluppata una flora particolare, testimonianza della storia pastorale di Platé. La concentrazione di azoto dovuta alle feci delle bestie, ha permesso lo sviluppo di piante nitrofile fra le più utili all’uomo in montagna, come l’ortica, gli spinaci selvatici, l’acetosella, il rabarbaro… si è trattato di uno scambio interessante e piuttosto vantaggioso!
